L’istinto del limite. Cosa ci dicono i buchi neri sull’universo e su noi stessi. Incontro con Mariafelicia De Laurentis la scienziata dei buchi neri

  • 22 Maggio 2022
  • 17:30
  • Piazza dei Martiri, Procida

Al centro della Via Lattea, a 27mila anni luce dalla Terra, c’è un buco nero che da oggi ha un “volto”: il 12 maggio sono state mostrate al mondo le prime immagini di Sagittarius A*, fotografato dalla rete di telescopi del progetto internazionale Event Horizon Telescope, che hanno rivelato fondamentali informazioni sul nostro Universo. Si tratta della prima immagine di un buco nero nella nostra galassia: è come se dalla torre di Belem a Lisbona fosse stata scattata la foto di una ciliegia su un albero al centro di Central Park. Lo scatto è frutto del lavoro di più di 300 ricercatori di 80 istituti in tutto il mondo che insieme formano la Collaborazione EHT, e di otto radiotelescopi posizionati in punti strategici del globo.

Fino ad ora le conoscenze si basavano sulle simulazioni fatte da Jean-Pierre Luminet nel 1979 sulla base della teoria della relatività di Albert Einstein. Oggi queste sensazionali immagini dicono che Einstein aveva ragione, e aprono le porte a nuove scoperte sulla gravità e a una vera e propria scienza sui buchi neri supermassicci e sul loro ruolo nell’evoluzione dell’universo.

Ma i buchi neri sono anche la metafora di tutto quello che ancora non conosciamo: l’orizzonte degli eventi – il limite dei buchi neri – è anche il confine oltre il quale si spinge l’immaginazione nello sforzo di diventare conoscenza. È la porta di accesso a una regione con leggi attualmente sconosciute, dove la curvatura dello spazio-tempo tende all’infinito e il volume tende a zero, dando vita a un ossimoro pieno di fascino, che racchiude l’infinito e il nulla, lo zero.

Ce ne parlerà l’astrofisica Maria Felicia De Laurentis, docente della Federico II e ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Napoli, che è membro del Consiglio Scientifico e coordinatrice del gruppo di Gravitational Physics del progetto EHT oltre che Deputy Project Scientist.

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