- 26 Maggio 2026
- Posted by: antonioc
- Categoria: News2026

Sensori, IoT, tecnologie satellitari, intelligenza artificiale e digital twin possono trasformare la gestione di edifici, infrastrutture e territori. Se ne parlerà a Innovation Village nel convegno dedicato al monitoraggio integrato per la sicurezza del costruito
Passare da una logica emergenziale a una gestione predittiva e programmata della sicurezza del territorio. È questa, secondo Massimo Clemente, direttore CNR ITC, la sfida centrale del monitoraggio integrato di edifici e infrastrutture. In vista del convegno “Monitoraggio integrato per la sicurezza del territorio e del costruito”, in programma il 28 maggio 2026 a Innovation Village, Clemente richiama la necessità di un approccio fondato su dati continui, tecnologie digitali, modelli predittivi e collaborazione tra ricerca, pubblica amministrazione e imprese. Un tema decisivo per un Paese come l’Italia, segnato da vulnerabilità sismica, dissesto idrogeologico e da un patrimonio edilizio spesso datato.
1. Direttore, in che modo il monitoraggio integrato di edifici e infrastrutture è sempre più centrale nelle politiche di prevenzione? E come può diventare uno strumento strategico per la sicurezza del territorio?
“Il monitoraggio integrato rappresenta oggi uno dei pilastri fondamentali delle politiche di prevenzione, perché consente di passare da una logica emergenziale a una logica predittiva e programmata. Negli ultimi anni abbiamo compreso che la sicurezza del patrimonio costruito non può basarsi esclusivamente su interventi successivi al danno, ma richiede una conoscenza continua dello stato di salute di edifici, ponti, infrastrutture strategiche e contesti urbani. Parliamo di sistemi che integrano sensori, reti IoT, tecnologie satellitari, diagnostica avanzata, intelligenza artificiale e modelli digitali dinamici capaci di raccogliere e interpretare dati in tempo reale. Questo approccio permette di individuare precocemente anomalie, fenomeni di degrado, vulnerabilità strutturali o criticità ambientali prima che evolvano in situazioni di rischio. Il monitoraggio diventa quindi uno strumento strategico per la sicurezza del territorio perché consente alle amministrazioni e ai gestori di pianificare interventi mirati, ottimizzare le risorse economiche e aumentare la resilienza urbana e infrastrutturale. In un Paese come l’Italia, caratterizzato da elevata vulnerabilità sismica, dissesto idrogeologico e patrimonio edilizio spesso datato, la capacità di conoscere continuamente il comportamento delle strutture è un elemento decisivo per proteggere cittadini, servizi essenziali e competitività dei territori”.
2. Qual è il contributo specifico dell’ICT-CNR nello sviluppo di tecnologie, modelli e sistemi digitali per il monitoraggio strutturale e ambientale?
“L’Istituto per le Tecnologie della Costruzione del Consiglio Nazionale delle Ricerche lavora da anni su un approccio interdisciplinare che mette insieme competenze di ingegneria, architettura, scienza dei materiali, sensoristica, modellazione digitale e analisi dei dati. Il nostro contributo si concentra in particolare su tre direttrici. La prima riguarda lo sviluppo di sistemi avanzati di monitoraggio strutturale e ambientale, attraverso sensori intelligenti, piattaforme interoperabili e tecnologie digitali in grado di acquisire dati affidabili e continui sul comportamento delle opere e sull’interazione con l’ambiente. La seconda riguarda la modellazione e l’interpretazione dei dati.
Non basta raccogliere informazioni: occorre trasformarle in conoscenza utile ai decisori. Per questo lavoriamo su digital twin, algoritmi predittivi e sistemi di supporto alle decisioni che consentano di valutare il livello di rischio, prevedere scenari evolutivi e definire priorità di intervento. La terza direttrice riguarda il trasferimento tecnologico e la sperimentazione sul campo. Collaboriamo con enti pubblici, università, imprese e gestori infrastrutturali per validare soluzioni innovative in contesti reali, favorendo la transizione verso una gestione intelligente e sostenibile del patrimonio costruito. L’obiettivo non è soltanto innovare la tecnologia, ma contribuire a costruire un nuovo modello di governance della manutenzione e della sicurezza basato su dati, interoperabilità e prevenzione”.
3. Innovation Village è un contesto di confronto tra ricerca, imprese e istituzioni. Quali ricadute concrete possono nascere da questa collaborazione per migliorare la gestione del rischio e la manutenzione del patrimonio edilizio e infrastrutturale?
“Eventi come Innovation Village sono fondamentali perché creano interazioni tra mondi che spesso operano separatamente: ricerca, pubblica amministrazione, sistema produttivo e territori. Le ricadute concrete possono essere molto significative. Innanzitutto, queste collaborazioni accelerano il trasferimento dell’innovazione dalla ricerca applicata al mercato e alle amministrazioni pubbliche. Tecnologie che nascono nei laboratori possono diventare strumenti operativi per la manutenzione predittiva, il monitoraggio continuo e la gestione del rischio. In secondo luogo, favoriscono la definizione di standard condivisi e piattaforme interoperabili, indispensabili per costruire sistemi di monitoraggio realmente efficaci su scala urbana e territoriale. La frammentazione tecnologica è uno dei principali ostacoli all’innovazione nel settore delle costruzioni. C’è poi un tema strategico di competenze: il confronto tra imprese, ricercatori e istituzioni aiuta a creare nuove professionalità capaci di gestire la trasformazione digitale del patrimonio costruito. Infine, la collaborazione tra ricerca e sistema industriale può generare nuove filiere produttive ad alto valore tecnologico, con impatti importanti non solo sulla sicurezza e sulla sostenibilità, ma anche sulla competitività del Paese. Oggi la sfida non è soltanto costruire infrastrutture più sicure, ma costruire un sistema intelligente capace di conoscere, monitorare e governare il territorio in modo continuo. È in questa direzione che ricerca e innovazione possono offrire il contributo più concreto”.



